Sos
scuole sicure
SOS SCUOLE SICURE
Recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana :” La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ed ancora l’articolo 35 :” La Repubblica tutela il lavoratore in tutte le sue forme ed applicazioni”.
Nel rispetto di questi principi costituzionali, l’igiene e la sicurezza sul lavoro vengono disciplinate nel 1955 dal D.P.R. 547 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro) e nel 1956 dal D.P.R. 303 (Norme generali per l’igiene del lavoro) Il quadro normativo è ampliato nel 1994 con il D. Lg.vo 626 e nel 1996 con il D. Lg.vo 242, a recepimento di ulteriori direttive CEE e nel presumere che , avendo avuto 40 anni di tempo per poter adeguare tutte le strutture, l’organizzazione del lavoro, gli impianti, ecc. alle originarie e abbastanza complete norme del 1955 e 1956, tutte le realtà fossero a posto. Adesso si trattava di mettere nero su bianco i nomi dei responsabili in caso di inadempimento!!!!”
La predetta normativa viene applicata nelle SCUOLE ????
E’ opportuno sapere che, come indicato dall’art.1 commi 1 e 2 del D.M. n°382 del 29/9/98 e dallo stesso D. Lgs. 626/94, le disposizioni del predetto D.Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni si applicano “a tutte le istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, relativamente al personale ed agli utenti delle medesime istituzioni, tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio dalle stesse espletato” e che “sono equiparati ai lavoratori, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 626, gli allievi delle istituzioni scolastiche ed educative nelle quali i programmi e le attivita' di insegnamento prevedano espressamente la frequenza e l'uso di laboratori appositamente attrezzati, con possibile esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, l'uso di macchine, apparecchi e strumenti di lavoro in genere ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali. L'equiparazione opera nei periodi in cui gli allievi siano effettivamente applicati alle strumentazioni o ai laboratori in questione. I predetti allievi non sono comunque computati, ai sensi del decreto legislativo n. 626, ai fini della determinazione del numero dei lavoratori dal quale il medesimo decreto fa discendere particolari obblighi.”
Resta inteso, comunque, che tutti gli altri studenti, genitori ed altre persone che per qualsiasi motivo si trovano a scuola, devono essere comunque protetti sotto l’aspetto dell’igiene e della sicurezza e considerati nel numero dell’affollamento massimo in relazione ai piani di evacuazione.
Con D.P.C.M. 7/6/95 (G.U.S.G. nr. 138 del 15/6795) è stata emanata “la carta dei servizi scolastici” quale servizio pubblico. Tale documento è un vero e proprio contratto stipulato fra l’autorità scolastica e gli utenti/alunni e rispettivi genitori.
La parte terza –“condizioni ambientali della scuola”, recita:
a) L’ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente, sicuro. Le condizioni d’igiene e sicurezza dei locali e dei servizi devono garantire una permanenza a scuola confortevole per gli alunni e per il personale. Il personale ausiliario, specie quello delle scuole materne ed elementari, deve adoperarsi per garantire la costante igiene dei servizi.
b) La scuola si impegna, in particolare, a sensibilizzare (ndr. D.Lgs.626/94 art.4 comma 12 – obblighi dei datori di lavoro) le istituzioni interessate, comprese le associazioni dei genitori, degli utenti e dei consumatori, al fine di garantire agli alunni la sicurezza interna ed esterna (quest’ultima, nell’ambito del circondario scolastico).
Ovviamente nel contesto rientra anche il servizio mensa, anche se gestito dal Comune. Il datore di lavoro è corresponsabile con il gestore di eventuali danni causati agli utenti per il non rispetto delle specifiche norme. Es. D. Lgs. Nr. 155/97 ed art. 7 del D. Lgs. 626/94. In fin dei conti, se c’é la necessità della mensa, è perché il dirigente scolastico ha proposto ed attuato un POF particolare che protrae l’orario fino al pomeriggio.
Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 24 giugno 1998, pubblicato sulla G.U. il 29 luglio 1998, è stato approvato lo “Statuto delle studentesse e degli studenti” , per “attivare una reale partecipazione degli studenti alla vita delle scuole e favorire un dialogo costruttivo tra studenti e insegnanti, prezioso elemento di ogni scuola moderna e tanto più della nuova scuola dell’autonomia…”, dichiarava l’allora Ministro P.I. Tullio De Mauro. All’art. 2 di detto statuto- al titolo diritti- punto 8, si dice : “La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:…omissis…….. d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap; e) la disponibilità di un’adeguata strumentazione tecnologica; f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica…omissis…!
A CHE PUNTO SIAMO?
L’allarme viene anche dall’ISPESL , l’Istituto Superiore per la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, che a settembre 2001 ha presentato una ricerca fatta in tutta Italia sulle condizioni degli edifici delle scuole pubbliche .
Vedi al sito:
http://www.ispesl.it/profili_di_rischio/_edificiscolastici/index.htm
In tempi di tanta invocata parità sarebbe stato certo utile verificare anche le condizioni in cui si lavora nelle scuole private, ma non è forse un caso che sul tema si stenda un velo pietoso, in attesa che i bonus – contributi, presto erogati, riescano a finanziare i dovuti maquillages! La ricerca non ha aggiunto niente di nuovo a quanto già sapevamo, soprattutto riguardo all’affollamento maggiore al Sud dove, sappiamo, in molti Istituti si fanno ancora i doppi turni. Quel che veramente preoccupa è il grado di sicurezza delle strutture, dopo aver appreso che aumentano gli incidenti nelle scuole italiane. Se infatti nel 1997 gli infortuni denunciati all'Inail e che hanno coinvolto studenti di scuole statali sono stati circa 56mila, nel '99 si sono quasi raggiunti gli 80mila casi, 28 dei quali hanno portato a inabilità permanenti. È proprio partendo da questi dati che l'Inail ha lanciato il progetto "Scuola più sicura 2000", per insegnare a studenti e docenti a prevenire i rischi di infortunio e gestire le situazioni di emergenza nelle scuole. Il progetto – realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Interno e della Pubblica istruzione e il dipartimento della protezione civile – è culminato il 10 maggio 2000 con una giornata nazionale durante la quale sono state effettuate prove di sgombero veloce dagli edifici scolastici. La prova tanto pubblicizzata ha però interessato solo alcune sporadiche realtà caratterizzate da pericolosa approssimazione e scarsa competenza (vedi prova evacuazione Liceo di Bitonto).
Da una sommaria indagine da noi effettuata nel mondo della scuola, è risultato infatti che gran parte degli Istituti scolastici, soprattutto delle Superiori, non ha ancora provveduto a molti degli adempimenti su indicati, trincerandosi prima dietro la mancata emissione, nei termini previsti, del Decreto Ministeriale con cui si dovevano identificare i particolari rischi connessi con l’attività scolastica, poi su consueti scarica barile riguardo alla proprietà dell’immobile, le competenze varie spartite tra gli Enti Locali riguardo ai problemi strutturali degli edifici (vedi lettera a noi pervenuta dal comitato studentesco dell'Istituto Professionale di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, riportata in fondo).
Vi sono pero’ molteplici rischi già chiaramente identificati dalla normativa in atto e che, senza alcuna attesa, devono essere oggetto di attenta valutazione (prevenzione incendio, pronto soccorso, gestione delle emergenze quali terremoti, maremoti, incendio, alluvioni, intrusioni di malintenzionati nei locali scolastici e calamità naturali in genere), allenamento all’uso degli estintori, controlli periodici degli impianti, trasporto scolastico in sicurezza............. ).
COSA ASPETTIAMO ? QUALCHE ALTRO DISASTRO ?
In tempi di invocata sicurezza, anche in termini di test elettorale, intendiamo diffonderne la cultura facendo nostro il principio di responsabilizzazione di ogni lavorante per verificare e denunciare le condizioni di rischio in cui si opera. Per dare un contributo reale all’accertamento delle condizioni in cui si fa scuola, dalle materne alle superiori, dalle Alpi all’Etna, vi invitiamo pertanto a controllarvi la vostra o quella dove vanno i vostri figli e le vostre figlie, auto- compilando questo questionario da inoltrare poi al Dirigente Scolastico della scuola censita e per conoscenza al Ministero Pubblica Istruzione- al Ministrero del WELFARE e , se non vi dispiace, anche a noi che ne faremo buon uso.
http://www.ispesl.it/map.htm (tutte le norme sulla igiene e sicurezza)
http://www.ispesl.it/forum/default.asp (forum di discussione dell’ISPESL dove trovare anche il dibattito sulla sicurezza a scuola)
http://www.suva.ch/scripts/suva/index_i.asp (l’equivalente dell’INAIL in Svizzera)
http://www.cgil.it/saluteesicurezza/ (la sicurezza vista dal sindacato)
http://www.medicocompetente.it/ (il medico della 626)
http://www.manutenzionet.com/ (la manutenzione)
http://matilde.reggionet.it/prevenzscuolavoro/ (sito dello SPESAL-AUSL di Reggio Emilia)
http://guide.supereva.it/salute_e_sicurezza_sul_lavoro/
Lettera a noi pervenuta dal comitato studentesco dell’Istituto Prof. Alberghiero di Villa San Giovanni R.C. )
L’IPSSAR di Villa S. Giovanni nasce
nel 1988 con la sua prima ubicazione negli scantinati delle scuole elementari,
in attesa di locali più idonei, possibilmente quelli del costruendo stabile
destinato a scuola alberghiera (lavori iniziati nel 1963).
Intanto l’alberghiero cresceva di almeno 50 unità per anno (oggi siamo circa
600) e con la crescita cresce il disagio. A seguito di proteste continue di
alunni/e e docenti il Comune interviene sempre con soluzioni tampone.
Arriva l’anno 1999 e la gestione dello stabile passa di competenza della Provincia.
Nell’anno 2000 i lavori riprendono ma sono continuamente interrotti per problematiche varie.
Intanto le/gli studenti continuano ad avere disagi.
Lo scorso anno scolastico dopo un
mese di sciopero sono collocati in quattro plessi diversi, distanti fra loro,
quindi ragazzi e professori sono costretti a correre di qua e di la, subendo
un danno notevole ed una forte riduzione dell’attività didattica.
Da segnalare che i suddetti plessi sono inadatti in quanto privi di ogni norma
di sicurezza prevista dalla legge, privi di adeguati servizi igienici, di
laboratori indispensabili ai fini dell’indirizzo scolastico, privi di
riscaldamento, privi di palestre, di mensa.
L’inizio del corrente anno scolastico ha visto la scuola costretta ad
istituire turni pomeridiani, perché sono venuti a mancare due dei quattro
plessi scolastici dello scorso anno, conseguentemente l’impossibilità da parte
degli studenti, provenienti per l’80 per cento da comuni distanti da Villa
S.Giovanni, di raggiungere la scuola e l’abitazione con mezzi pubblici.
L’attuale anno scolastico è cominciato con uno sciopero ad oltranza.
Giorno 25 settembre il problema è stato trattato durante la trasmissione radiofonica Beha a colori di Rai 1, su richiesta di una madre furiosa per il protrarsi delle condizioni indecenti in cui ci impongono di fare scuola.
Qui sono stati chiamati in causa l’assessore comunale di Villa S.Giovanni, il presidente della provincia , Calabrò , nonché la sottosegretaria alla P.I. Valentina Prea.
Da qui è emerso che l’edificio in
costruzione da 38 anni “potrebbe “ essere consegnato nei primi mesi del 2002,
l’assegnazione di altre due sedi provvisorie(avvenuta due settimane dopo), e
la promessa di visita alla scuola della sottosegretaria.
Oggi a distanza di due mesi, la sottosegretaria non si è vista né sentita.
La convenzione con ristoranti o
alberghi per sopperire alla mancanza dei laboratori non è stata fatta (gli
anni le esercitazioni venivano svolte per circa 2 mesi l’anno in ristoranti
dove i ragazzi stavano pigiati come sardine).
Le sedi sono sempre inadeguate.
I disagi proseguono.
Nel corso di tutti questi anni tutte
le azioni legali sono state compiute. Abbiamo persino denunciato alla Procura,
scritto ai vari Ministri che si sono succeduti, al Presidente della
Repubblica,alla A.S.L., contattato radio e televisioni.
Mortificare una popolazione scolastica di circa 700 unità tra alunni, docenti
e non docenti è inammissibile se perpetuata nel tempo ed in un paese che si
considera civile.
Inammissibile anche il disinteresse delle autorità soprattutto in considerazione che questa è l’unica scuola, nel nostro territorio in grado di fornire immediate possibilità di lavoro e tenuto conto dell’alto tasso di disoccupazione presente dalle nostre parti, non crediamo sia cosa da poco.
Firmato E. I. : Una ragazza del Comitato Studentesco Istituto Prof.
Alberghiero Villa San Giovanni (R.C. )
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