Sos grandi rischi

 

Mentre l’Etna in Sicilia si mostra in tutta la sua potenza distruttiva, continuando a vomitare colate di magma incandescente ed implacabile,  Vi segnaliamo  alcuni riferimenti / link che trattano di grandi rischi- sia di origine naturale che da attività produttive.  Lo spirito è sempre quello di orientare alla prevenzione delle catastrofi di ogni genere, educare alla coscienza civile che denuncia il possibile rischio prima ancora di imparare a seguire le istruzioni indispensabili dopo l’urlo:  “si salvi chi può” ! ….. ma a proposito di vulcani e di esplosioni epocali vi invitiamo anche a leggere “ritorno a Pompei” di Amélie Nothomb che ci da’ una versione inverosimile dell’eruzione del vesuvio nel ’79 d.c. ma invita a riflettere con ironia su altri aspetti “civici e globali” di certi disastri. Al dunque:

 

1) www.dstn.it/ssn/index.html

sito del servizio sismico nazionale che ha anche una funzione di informazione al pubblico: prime notizie su terremoti, come ci si deve comportare in caso di sisma, schede da compilare da consegnare ai tecnici, testi, ecc.Al sito generale www.dstn.it dei servizi tecnici della presidenza del consiglio ci sono dati e informazioni anche su dissesti idrogeologici, frane inondazioni, ecc.(servizio idrografico, servizio dighe, servizio geologico, ecc.)

 

2) www.protezionecivile.it

 Il sito della protezione civile ha un sito do informazioni e dati sui rischi in genere (idrogeologico, vulcanico, rischio ambientale in genere, ecc.); soprattutto su problemi di gestione del rischio, sulle esercitazioni di evacuazione (p.es. rischio vulcanico del vesuvio, dell’ETNA), sulla sensibilizzazione e informazioni sui comportamenti collettivi in caso di emrgenze varie, ecc.

 

3) www.gndci.pg.cnr.it

 Sito interssante è questo del Gruppo Nazionale per la difesa dalle catastrofi Idrogeologiche, che gestiscono in rete il sistema informativo con molti dati georeferenziati e storici su alluvioni, frane, ecc.

Per esempio il progetto AVI (aree vilnerate italiane) che gestisce le informazioni sui dissesti dei centri storici: in rete si possono avere informazioni per città, provincia, regione, su tutti i "guai" possibili e immaginabili.

Si possono inoltre avere informazioni su dati idrologici della rete idrografica italiana e tante altre informazioni.

Il sito è allocato presso il CNR.

 

4)www.reteambiente.it

Fra i siti "ambientali" ci sembra ben fatto questo che informa su aspetti normativi e legislativi (prima di muoversi e incazzarsi bisogna informarsi) riguardo a molti temi ambientali: rifiuti, acque, inquinamenti, ecoqualità, rumore sicurezza, ecc. Altri arricchimenti per una cultura ambientalista in termini di ricerca di futuro sostenibile, in consapevole consumo critico, leggi anche la  scheda di sos ambiente ..

 

Naturalmente il tutto vale per le catastrofi italiane . Per sapere come si muove la Comunità Europea a proposito vai a http://europa.eu.int/comm/research/leaflets/disasters/it/

 

Per le tragedie che avvengono in altre parti dell’emisfero grazie all’intervento irresponsabile ed insensato dei profit&business unlimited companies vi indichiamo per adesso solo una finestra su una vergogna che ci coinvolge direttamente come italiani/e, compaesani di alcune  aziende petrolifere colpevoli degli scempi in corso nel Delta del Niger

 

Da una nostra verifica sembra siano del tutto trascurate le necessarie precauzioni da mettere in pratica da parte dei Comuni in applicazione della direttiva europea detta SEVESO ( vai a vedere su http://www.comune.ravenna.it/citta/edilizia_urbanistica/prot_civile/legge..htm), per chiaro riferimento alla terribile tragedia avvenuta a Seveso (vai a http://kidslink.bo.cnr.it/g2g/economia/secondar/inquina.htm ) nel 1976 con fuoriuscita di tonnellate di diossina in un raggio di 400 kmq … e dopo l’incidente di BHOPAL in India nel 1986 che costò la vita a migliaia di  persone allo scoppio della fabbrica e negli anni successivi per la contaminazione contaminazione di tutta l’area.  Per i rischi delle eventuali emissioni radioattive delle centrali nucleari sparse per il globo in manutenzione poco rassicurante, oltre che per i rifiuti radioattivi in discutibile smaltimento visitare il sito  http://www.sinanet.anpa.it/RifiutiRadio/der/der.htm

 

Visto che ancora c’è qualcuno che in caso di temporale si ostina a cercare riparo sotto qualche quercia secolare , riportiamo di seguito alcune semplici istruzioni tratte dal testo preziosissimo del fu Colonnello Bernacca, che in altri tempi ed altra RAI indugiava a presentare il METEO in termini educativi oltre che semplicemente informativi . Al dunque:

SOS TUONI FULMINI E SAETTE liberamente ricopiato da:

Che tempo farà di Edmondo Bernacca – Oscar Mondadori – ristampa Verona  1973

……………..omissis………

Una delle manifestazioni atmosferiche più grandiose ed impressionanti della natura è senza dubbio il temporale. Il fenomeno temporalesco è piuttosto complesso; è caratterizzato da nubi cumuliformi (cumulonembi) estendendosi a grandissima altezza, talvolta fino a 10.000 metri , da violente correnti ascendenti e discendenti nel loro seno , da violenti scrosci di pioggia, da grandine (non sempre) e infine da manifestazioni elettriche FULMINI.

Alcuni meteorologi ritengono che ogni giorno sulla superfice della terra si verifichino circa 40.000 temporale e che il numero dei fulmini che raggiunge il suolo sia dell’ordine di alcune centinaia di migliaia. La maggior frequenza dei temporali si ha nelle zone tropicali, mentre nelle zone artiche il fenomeno è piuttosto una eccezione. IL FULMINE NON E’ CHE UNA VIOLENTA SCARICA ELETTRICA FRA UNA NUBE E LA SUPERFICIE TERRESTRE, LA CUI INTENSITA DI CORRENTE E’ VALUTATA TRA 5.000 E 100.000 AMPERE; SI PENSI CHE LA COMUNE CORRENTE INDUSTRIALE DELLE NOSTRE CASE E’ DI 50 AMPERE. La scarica si propaga inoltre con velocità raggiungenti anche i 150.000 km al secondo . Il fenomeno elettrico è seguito dal ben noto fenomeno acustico del tuono che per molti è fonte di maggiore paura e apprensioni. Da temersi è invece il fulmine; ogni anno numerose sono le sue vittime specie tra i pastori gli agricoltori ed in genera tra la gente che svolge la sua attività nelle campagne . Come difendersi.

… non è quidi privo di interesse dare qualche consiglio onde evitare il pericolo di essere colpiti da un fulmine qualora dovesse sorprenderci un temporale.

Come prima cosa è consigliabile stare a distanza sia  dai buoni che dai cattivi conduttori in quanto la scarica nel primo caso espandendosi su tutta la superficie può colpirci con qualche ramificazione;nel secondo caso scansando per così dire, il cattivo conduttore colpisce la zona circostante.

Evitare di stare nei luoghi ove può formarsi una colonna di aria calda, poiché essa costitusce un buon conduttore elettrico. Durante i temporali non sedersi pertanto vicino ai camini, anche se spenti e non stare nei pressi di un gregge. In quest’ultimo caso è il calore animale a formare la colonna di aria calda, buon conduttore tra la nube e il suolo.

In aperta campagna non rifugiarsi sotto gli alberi, specie se isolati vecchi e pieni di cavità. In questi ultimi infatti una prima scarica può riscaldare l’aria che nella cavità del tronco ristagna e costituisce così quella colonna di aria calda pericolosissima. 

Alcune statistiche ci dicono che maggiormente colpiti dal fulmine sono la quercia il pioppo e le conifere ; meno il faggio il castagno e l’ontano. In genere pericolosi sono tutti quegli alberi il cui tronco rimane piuttosto a lungo asciutto. Conviene inoltre tenersi lontani dalle condutture metalliche e posare a distanza gli attrezzi metallici da lavoro che eventualmente si tenessero in mano . Spesso i contadini pur postosi al coperto durante un temporale furono ugualmente colpiti da un fulmine perché tenevano ancora presso di loro degli attrezzi come una falce, una vanga, un palo di ferro;

trovandoci al mare è bene ricordare che l’alberatura delle imbarcazioni a vela può attirare un fulmine, quindi è norma di elementare prudenza stare distante dalle barche durante un temporale . E’ bene inoltre uscire dall’acqua essendo essa una buona conduttrice di elettricità. Sarebbe comunque opportuno che sulle imbarcazioni a vela le punte metalliche in cima all’albero fossero collegate con un conduttore ad una piastra di rame (di circa 15 X 25 cm) posta sotto la linea di galleggiamento. In ogni caso se all’approssimarsi del temporale si è nell’impossibilità di raggiungere la riva, si attenda la fine della perturbazione sdraiati sul fondo della barca. Al contrario si sarà al sicuro all’interno di un’automobile (ricordarsi però di far rientrare l’antenna dell’apparecchio radio eventualmente installato a bordo) .

L’antenna televisiva delle nostre case , purchè opportunamente messa a terra, funge ottimamente da parafulmine. Le costruzioni di legno che non sono adeguatamente protette con parafulmine possono subire gravissimi danni .

Fulmini benefici .

Viste le malefatte del fulmine, dobbiamo dire che i fulmini sono in un certo senso anche benefici sappiamo che la terra ci nutre mediante le materie azotate che contiene. La scarica del fulmine provoca curiose combinazioni chimiche che rendono feconda la terra; la scarica è come una gigantesca iniezione di materie azotate. I quindici milioni circa di temporali che si verificano nell’arco di un anno con le centinaia di migliaia di scariche elettriche che giungono al suolo producono l’equivalente (secondo calcoli di scenziati) di diverse decine di milioni di tonnellate di concime chimico.  ….

 

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